L’interno degli altopiani islandesi: F-road, sorgenti termali e solitudine assoluta

L’interno degli altopiani islandesi: F-road, sorgenti termali e solitudine assoluta

Sarah Mitchell

July 24, 2025

4 min read· 64 views
Ricordo ancora la prima volta che ho immerso i piedi in una sorgente termale fumante dopo ore di sobbalzi su una F-road da far tremare le ossa. Il freddo dell’aria islandese si mescolava al vapore solforoso, mentre nelle narici arrivava l’odore di terra e minerali. Quel momento - circondato solo da campi di lava aspri e montagne lontane - mi è sembrato di essere atterrato su un altro pianeta.

Perché gli altopiani?

Molto più di una deviazione fuori dai percorsi più battuti

Gli altopiani islandesi sono il cuore vulcanico e segnato dai ghiacciai del Paese: un vastissimo altopiano interno fatto di deserti di sabbia nera, montagne di riolite e meraviglie geotermiche. A differenza della celebre Ring Road che costeggia l’isola, queste F-road (strade di montagna contrassegnate da una “F”) sono selvagge, non asfaltate e spesso impraticabili, se non nei brevi mesi estivi, più o meno da giugno a settembre. Guidare qui richiede un 4x4 robusto e nervi d’acciaio.
Esplora lo straordinario paesaggio delle Highlands di Landmannalaugar in Islanda con montagne colorate.

Montagne di Riolite di Landmannalaugar

Le colorate montagne di riolite di Landmannalaugar brillano in sfumature di rosa, verde e oro. Sentieri escursionistici si snodano tra campi di lava frastagliata e fumarole fumanti, offrendo alcuni dei paesaggi più surreali d'Islanda. Questa regione segna la porta d'accesso alle Highlands ed è un'introduzione perfetta alla loro bellezza primordiale.

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Qui ho assaggiato per la prima volta il viaggio negli altopiani, dopo aver sbagliato svolta sulla Ring Road e aver finito per caso sulla F208 - una scelta sbagliata trasformata in una delle esperienze più memorabili del mio viaggio. La pista era dura, spezzata da guadi e ghiaia smossa, ma le ricompense erano spettacolari: sorgenti termali remote in cui mi sono immerso dopo un lungo trekking e notti in tenda sotto cieli così limpidi da poter contare ogni stella.

Consigli essenziali per guidare negli altopiani

  • 1

    Noleggiate un 4x4 - Sulle F-road sono ammessi solo veicoli a trazione integrale. I noleggi da Reykjavik partono da circa 20.000 ISK al giorno.

  • 2

    Controllate le condizioni delle strade - Il sito dell’Icelandic Road and Coastal Administration (www.road.is) aggiorna ogni giorno l’accessibilità delle F-road.

  • 3

    Preparatevi ai guadi - Molti itinerari richiedono l’attraversamento di fiumi; conoscete i limiti del vostro veicolo e non affrontate mai i guadi da soli.

  • 4

    Portate l’attrezzatura da campeggio - Il campeggio libero è consentito, ma rispettate l’ambiente fragile e, quando possibile, usate le aree designate.

  • 5

    Pianificate i rifornimenti - I distributori sono rari; fate il pieno ogni volta che potete nei centri come Hrauneyjar o Egilsstaðir.

Lo sapevate?

Gli altopiani islandesi coprono circa il 40% dell’isola, ma restano in gran parte disabitati, con solo poche strutture permanenti al di fuori dei rifugi estivi di montagna.

La rotta di Sprengisandur - Un attraversamento epico

Da nord a sud, attraverso la wilderness

La rotta di Sprengisandur, lunga circa 200 km tra il nord e il sud dell’Islanda, è la strada degli altopiani più remota e impegnativa. Taglia attraverso un deserto di sabbia nera, cenere vulcanica e bocche geotermiche fumanti. Quando l’ho percorsa, il silenzio era quasi inquietante: niente canto di uccelli, niente vento, solo il rumore secco delle gomme sulla ghiaia.
Il paesaggio sembrava inquietantemente simile alle immagini di una missione su Marte. A un certo punto mi sono fermato vicino a una formazione di colonne basaltiche chiamata Hrafntinnusker, dove un piccolo rifugio di montagna offre riparo. L’acqua qui ha un sapore ricco di minerali, e mi sono preparato un caffè solubile che, in mezzo a tanta desolazione, sembrava incredibilmente più buono.
Esplora il sorprendente cratere Kerid con il suo lago verde brillante immerso nel paesaggio drammatico dell'Islanda.

Caldera di Askja

Askja è una caldera situata nelle montagne Dyngjufjöll, famosa per il suo lago craterico ultraterreno, Víti. Per raggiungere Askja è necessario attraversare diversi fiumi e fare una lunga deviazione dalla strada Sprengisandur. Il paesaggio lunare aspro intorno alla caldera, unito al lago di un blu vivido, la rende una meta imperdibile per gli avventurieri delle Highlands.

Da sapere

La F-road di Sprengisandur apre solo a metà giugno e chiude all’inizio di settembre, meteo permettendo. L’intero percorso può richiedere un giorno intero, quindi partite presto e portate con voi carburante e cibo extra.

F-roadLunghezza (km)DifficoltàPeriodo di apertura
Landmannalaugar (F208)40ModerataGiugno - Settembre
Sprengisandur (F26)200DifficileMetà giugno - Inizio settembre
Accesso ad Askja (F88)50 (dalle rotte principali)Molto difficile (guadi)Metà giugno - Agosto
Il campeggio libero qui è un vero rito di passaggio. Una notte ho piantato la tenda vicino a una sorgente termale, sotto un cielo attraversato dall’aurora boreale. Il freddo filtrava attraverso gli strati di abbigliamento, ma il tepore rassicurante della sorgente, a pochi passi, era una tentazione irresistibile. L’ente del turismo islandese consente il campeggio gratuito, ma invita i visitatori a non lasciare tracce: portate via tutto e muovetevi con leggerezza.
Pros
  • Solitudine impareggiabile e bellezza naturale intatta
  • Accesso a sorgenti termali geotermiche e paesaggi unici
  • Itinerari d’avventura che mettono alla prova capacità di guida e spirito
Cons
  • Serve un 4x4 robusto e esperienza nei guadi
  • Stagione di accesso breve e meteo imprevedibile
  • Servizi scarsi e assistenza d’emergenza limitata
Un ricordo che mi è rimasto addosso è l’attraversamento di un fiume in piena dopo un improvviso temporale estivo. L’acqua era gelida e sentivo il fragore della corrente mentre avanzavo con estrema cautela. Con il cuore in gola, sono passato senza problemi, ma quel momento mi ha ricordato quanto l’interno degli altopiani possa essere crudo e imprevedibile.

Cosa mettere in valigia per gli altopiani

  • 1

    Abbigliamento a strati - Il meteo cambia in fretta; portate capi impermeabili e strati termici.

  • 2

    Cibo e acqua - Portate scorte extra; le sorgenti selvatiche sono comuni, ma non sempre potabili senza trattamento.

  • 3

    Strumenti di navigazione - GPS e mappe cartacee; il segnale del telefono può essere intermittente o assente.

  • 4

    Kit di emergenza - Se possibile, includete un telefono satellitare o un PLB (Personal Locator Beacon).

  • 5

    Essenziali da campeggio - Sacco a pelo di qualità adatto a temperature sotto zero, tenda resistente.

Una splendida vista aerea di montagne innevate nelle Highlands islandesi, che mostra un terreno aspro e nuvole drammatiche.

Sole di Mezzanotte nelle Highlands

Durante l'estate, le Highlands godono di quasi 24 ore di luce. Questo bagliore etereo allunga le tue giornate, permettendoti di esplorare e godere dei paesaggi unici illuminati da una luce dorata e soffusa.

Se avete mai sognato di fuggire dalla folla e di entrare in una frontiera selvaggia che sembra davvero intatta, gli altopiani islandesi offrono proprio questo e molto di più. Dalle montagne colorate di Landmannalaugar ai tratti spogli di Sprengisandur, è un viaggio che richiede rispetto, preparazione e un autentico spirito d’avventura.

Orari di apertura e accesso

La maggior parte delle strade degli altopiani apre entro metà giugno e chiude all’inizio di settembre. I rifugi di montagna come Hrafntinnusker sono operativi da fine giugno a inizio settembre e offrono un riparo essenziale, talvolta anche pasti. Controllate www.fi.is per disponibilità e prenotazioni.

Dopo anni di viaggi nei bazar affollati della Turchia e di passeggiate nei silenziosi corridoi delle cattedrali europee, nulla mi aveva preparato al silenzio e alla vastità dell’interno islandese. È un luogo in cui le forze della natura sono visibili in ogni campo di lava spaccato e in ogni pozza di fango ribollente, e la solitudine è profonda. Spero che anche voi vi spingiate oltre l’asfalto e scopriate con i vostri occhi il cuore roccioso degli altopiani.

Sarah Mitchell

Redattore di Viaggi per Vitano Magazine

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